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forjay

Ciao io sono Forjay.

Scrivo, suono, cammino. La musica è la mia forma di respiro, il mio modo di stare al mondo. Ho iniziato come batterista, nascosto dietro i tamburi. Poi ho sentito il bisogno di metterci la voce, di raccontare ciò che mi muove dentro, con parole che sappiano toccare e ritornare.

La mia musica nasce dal viaggio—fisico, interiore, a volte in bici, spesso in silenzio. È un intreccio di pop italiano, elettronica leggera e parole parlate, quasi confidenze. Cerco un suono che abbia senso, un ritmo che non corra, ma accompagni.

Scrivo per chi cerca, per chi sente che anche una canzone può essere un seme. Un invito a fermarsi un momento, a respirare meglio, a guardare in alto. Non voglio solo fare musica. Voglio costruire spazi di ascolto, di bellezza, di presenza.

Questo sono io. Forjay. E se anche tu credi che la bellezza possa avere un passo più lento e consapevole, forse stiamo già camminando insieme.

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il progetto

Tutto è partito da una domanda semplice: e se anche l’arte potesse essere gentile con la Terra? Io vivo la strada, ci cammino ogni giorno, ci suono, ci respiro. E a un certo punto mi sono reso conto che anche un piccolo amplificatore, anche una semplice luce, hanno un impatto. Così è nato il mio progetto: portare la musica non solo in strada ma anche in mezzo alla natura, in un parco, in montagna, tra le colline, in aperta campagna, in mezzo al mare in barca, ma anche a supporto di realtà che supportano questa mission con il loro lavoro, ma sempre tutto senza lasciare impronte.

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Ho costruito un sistema di accumulo energetico che si alimenta attraverso pannelli solari: sono leggeri, portatili, li monto ogni mattina prima di iniziare a suonare. Durante il giorno raccolgono l’energia del sole, e la sera quella stessa luce diventa suono. La mia voce, la mia chitarra, i loop, le luci sceniche: tutto si muove grazie all’energia del sole. È come se il sole stesso suonasse con me.​

Simone Cesaro, FORJAY, 31.03.2023 - 24.jpg
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​Questo progetto per me non è solo tecnologia, è poesia. È un modo per dire che esiste un altro ritmo possibile: quello che rispetta la natura e che insegna a rallentare, ad ascoltare. Spesso la gente si ferma incuriosita, non solo per la musica, ma per quel piccolo pannello che gira silenziosamente di lato. E quando spiego come funziona, negli occhi vedo stupore, vedo ispirazione. Ed è lì che capisco che non sto solo suonando: sto piantando un seme.

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In un mondo che corre e consuma, io scelgo di creare bellezza senza spreco. Perché la musica è un atto d’amore, e l’amore vero si prende cura. Anche del pianeta.

ASCOLTA LA MIA MUSICA SU SPOTIFY

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